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La virtù del degrado?(Copyright in rete)

Poche settimane prima della caduta del governo è stato promulgato un nuovo comma alla legge sui diritti d’autore, che recita testualmente: “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musica a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.Sembra incredibile, ma dopo anni di vincoli sempre più rigidi pare che si voglia fare un regalo ai patiti del filesharing, ma è proprio così? Proviamo ad immaginare lo scenario che ci si presenta: possiamo ad esempio pensare di scaricare tranquillamente da adesso una canzone di Sting o un’immagine di Angelina Jolie in vesti discinte? Vediamo di interpretare la legge: possiamo considerare queste azioni a scopo didattico o scientifico? Direi di si perché attraverso la traduzione della musica del cantautore anglosassone possiamo perfezionare il nostro inglese – quindi sul didattico siamo a posto – mentre con l’attenta osservazione della fotografia dell’attrice hollywoodiana possiamo porre le basi per una contestazione analitica della teoria evoluzionistica darwiniana, contestando alla prova dei fatti il principio della diretta discendenza dalle scimmie: impossibile mettere in relazione la bionda statunitense con la gorilla femmina del Congo, no? Quindi anche sul lato scientifico siamo a cavallo...
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