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[OT]Pagine in cerca di metodo

L’architetto del software è particolarmente su di giri, quando mi accoglie nella sede comasca del Politecnico di Milano. E’ un caldo giorno di luglio e il distaccamento del Poli sulle rive del Lario ospita ancora le giornate della prestigiosa conferenza internazionale sull’ingegneria del Web. Ospite di casa e responsabile del lungo lavoro di selezione dei paper da discutere è Piero Fraternali, docente di tecnologie informatiche per il Web (sempre qui al Politecnico) e imprenditore del software. Insieme a Stefano Ceri, esperto di levatura mondiale di architetture per database, Fraternali sei anni fa ha fondato un’azienda, Web Models, che segue lo sviluppo di una avanzata piattaforma per la progettazione automatica di siti e applicazioni Web. I due ingegneri informatici sono gli inventori di WebMl, un linguaggio di prototipizzazione rapida che funge da ponte tra la definizione funzionale di quello che una pagina Web “applicativa” deve fare e il codice che dovrà essere interpretato dai browser. Insomma un approccio visual alla programmazione del software da utilizzare attraverso Internet/intranet. Una vera scoperta da visionari. "Dagli anni Novanta e fino, grossomodo, al 2005 noi ingegneri abbiamo fatto un po’ di casino, ci sono state lunghe battaglie industriali sugli standard e i linguaggi. Poi è iniziata la fase del consolidamento, con il definitivo affermarsi di piattaforme come Java o dot Net e il grande contributo del movimento open source. Così la disciplina dell’ingegneria del software è tornata a essere trainante"
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