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Evgenij Kaspersky: sconfiggere il Cybercrime

Questo mese Data Manager dedica la copertina all'intervista esclusiva con Evgenij Kaspersky. Una lunga chiacchierata con uno dei massimi esperti di crittografia e virus al mondo.
[...]Chi è più esposto al rischio, il singolo o l’individuo?
A rischio c’è la civiltà, perché tutto dipende dall’informatica. Ricorda l’episodio del black out di qualche anno fa in Italia? Il rischio di eventi catastrofi ci di quel tipo c’è, anche se è molto basso. Anni fa, verso il febbraio 2003, un virus come Slander provocò quasi una catastrofe, con un aumento del 25% del traffico su Internet. La Corea fu tagliata completamente fuori dalla Rete. Al momento, invece, il rischio è minimo perché la maggior parte di chi oggi sviluppa dei virus è un criminale e ha bisogno che Internet funzioni.

E il terrorismo? Se la motivazione non è il denaro?
Non sono affatto d’accordo con chi parla di terrorismo con i giornalisti. Ne parlo con le autorità ma non con i giornalisti.

Ma non è anche una questione di trasparenza? Più sappiamo, meglio è, no?
La conoscenza va bene, ma che mi dice dei cattivi? Una rivista può pubblicare delle notizie affermando: “Leggeteci solo se non siete cattivi”?

Non possiamo impedire ai cattivi di leggerci.
Ma la disseminazione di informazione è positiva.
E’ come nel dibattito sull’open source rispetto a un prodotto commerciale come Windows. E la risposta è: l’informazione può essere positiva e negativa al tempo stesso. Con l’open source è più facile trovare errori perché ci sono più persone che controllano. Ma tra quelle persone ci sono anche i cattivi.

Oggi chi sono i più cattivi tra gli hackers?
Noi proteggiamo contro malicious code, spam e attacchi di malintenzionati, il più delle volte gli hackers non sfruttano vulnerabilità nel core dei sistemi, ma livelli di sicurezza troppo bassi, password non sufficientemente complesse. Contro questo tipo di attacchi non possiamo fare niente. Se parliamo di malware più della metà del soft ware maligno viene dalla Cina. La fonte numero due sono le nazioni di lingua spagnola o portoghese, Brasile o Sud America, noi russi facciamo fatica a distinguere le differenze tra queste due lingue. Al terzo posto c’è la Russia.

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